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L'aspetto
attuale di Tresigallo risale agli Anni Trenta, durante il periodo
fascista: la maggior parte delle opere infatti si deve a Edmondo
Rossoni, ministro dell'agricoltura nel governo Mussolini,
originario di questo paese. Bisogna dunque parlare di due distinte
esistenze, quella prima e quella dopo Rossoni. Le origini del
paese sono comunque antiche: la parrocchia di Tresigallo è
attestata già nel XII secolo, quando gli abitanti vivevano sui
pochi dossi delle vaste aree paludose, oppure lungo gli argini,
praticando agricoltura, pesca e raccogliendo canna palustre. Le
terre erano tenute in feudo da alcune nobili famiglie veneziane,
che ricevettero l'investitura dal vescovo di Ferrara, quando aveva
sede a San Giorgio. La superficie restante, invece, faceva capo
alla vicina Formignana, da cui Tresigallo è dipeso fino al 1961.
Il paese fu radicalmente rinnovato per opera di Rossoni, tra il
1927 e 1934, come rappresentativa "città nuova" del
periodo fascista: gli edifici del centro storico e le fabbriche
sono sorte in |
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questo
periodo. Caratteristica è la piazza a forma di D (duce); la
chiesa parrocchiale di Santa Apollinare, risalente al 1100, è
stata restaurata nel Settecento e rifatta in stile moderno nel
1939: all'interno è decorata con altorilievi raffiguranti la
vita rurale e gli aspetti militareschi del Fascismo. Del periodo
pre-Rossoniano sopravvive Palazzo Pio, situato ad 1 km dal
centro del paese, che risale al XVI secolo: voluto dai Principi
Pio di Savoia, che possedevano diversi fondi agricoli nella
zona, era il centro padronale della possessione, anche se la
struttura, formata da un corpo principale a due piani e
provvista di torre laterale, fa pensare più ad una residenza di
caccia. Il palazzo conserva ancora all'interno tracce di alcuni
affreschi cinquecenteschi; è in pessime condizioni e non
accessibile al pubblico. Nelle vicinanze si segalano alcune
emergenze architettoniche: la chiesa di Rero, l'oratorio di
Final di Rero e di Roncodigà.
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