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Prima
del 1767, quando il Reno fu inalveato attraverso le Valli di
Galliera e Poggiorenatico, il paese era addossato al vecchio
argine del fiume, e a causa dell'estrema precarietà della
sitazione idraulica, era sottoposto ad inondazioni che
vanificavano le coltivazioni dei campi circostanti.
Successivamente i terreni furono utilizzati per colture intensive
e la zona è ancora oggi tra le più floride dell'intera
provincia. Vanta inoltre numerosi ed importanti insediamenti
industriali ed |

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artigianali
che ne fanno uno dei comuni a più alto reddito pro capite della
Provincia. In centro sono degni di nota la Chiesa parrocchiale ed
il Palazzo Comunale, entrambi realizzati nel XIX sec. in stile
neoclassico. La piazza antistante il Municipio è delimitata da 13
blocchi di marmo con lo stemma araldico di nobili famiglie
ferraresi (Prosperi-Mosti-Trotti) e bolognesi (Aldovrandi-Malvezzi-Vega),
che in passato erano utilizzati per delimitare i confini di
proprietà. Nelle vicinanze sorge il singolare edificio denominato
Torri di Corte Palazzo. Interessanti anche le moderate soluzioni
liberty di Villa Fenati e Villa Ludergnani. Nella campagna verso
Casumaro, il Palazzo delle Quattro Torri è un suggestivo ed
insolito esempio di architettura bolognese del XVI° sec.,
caratterizzato com'è da 4 torrette cilindriche agli angoli. Il
Palazzo del Fantino, a ridosso della strada che conduce a
Poggiorenatico, rivela ancora l'origine cinquecentesca. Palazzo
Ludergnani a S. Carlo, è circondato da un vasto parco dove si
erige un originale oratorio. Imponente lo scolmatore idraulico
delle acque del Reno che vengono fatte defluire al Po tramite il
Cavo Napoleonico. Enorme l'importanza del bosco della Panfilia, in
area golenale, rinomato per la flora igrofila e l'ormai rarissimo
tartufo bianco. |