San Lazzaro di
Savena riceve il suo nome dal torrente Savena, che lo lambisce
da Sud a Nord e da un lazzaretto che ebbe origine tra la fine
del secolo XII e il principio del XIII, in direzione Est (cioè
controvento) rispetto a Bologna. La data non è certa, ma un
documento arrivato sino a noi ricorda come esistente e
funzionante l'ospedale dei poveri lebbrosi di San Lazzaro nel
1214. Tale istituzione ricoprì, durante il Medio Evo, una
grande importanza per Bologna: qui, infatti,
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si ricoveravano gli
affetti da malattie infettive, isolandoli dalla città onde
impedire la propagazione delle epidemie. Attorno alla chiesa e
all'ospedale si andò poi formando, a partire dal secolo XV, un
piccolo borgo; col cessare della lebbra vennero meno le ragioni
d'igiene che avevano consigliato l'isolamento delI’ospedale e
cominciarono a sorgere le case, crebbe il numero degli abitanti e
la chiesa di S. Lazzaro di venne una parrocchia. Più tardi in età
napoleonica, già unito alle frazioni di Caselle e Russo (con
legge del 1802), S. Lazzaro venne istituito come Comune autonomo e
nel 1810 il suo territorio si accrebbe delle località di Castel
de' Britti, Croara, Miserazzano e Pizzocalvo. Declassato nel 1817,
in seguito alla restaurazione, ad appodiato di Bologna, riottenne
piena autonomia amministrativa nel dicembre 1827 grazie anche
all'interessamento di Carlo Berti Pichat che fu poi il primo
priore del Comune.Con la riunione della magistratura comunale del
28 aprile 1828 prende avvio la storia contemporanea di S. Lazzaro,
ma la sua storia è di gran lunga più antica: qui, infatti, ha
avuto origine la civiltà villanoviana e sulla sua carrabile
principale, la via Emilia (fondata dal console Emilio Lepido nel
187 a.C.), è passata tutta la storia d’Italia; la leggenda
vuole che Giulio Cesare il giorno prima di guadare il Rubicone,
che da qui dista 60/70 chilometri, si accampasse nei luoghi dove
oggi insiste San Lazzaro.
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