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IL comune di Rubiera in provincia di Reggio Emilia.

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Il comune di Rubiera corrisponde all'antica "Corte de Herberia". Nell 1033 la Corte di Rubiera venne usurpata da Adalberto Marchese di Toscana, che volle assegnarla al Monastero di Castiglione: quando il marchese di Toscana passò ai Canossa, di costoro fu' pure la Corte di Rubiera. Al centro della Corte doveva già essere stato edificato un castello vicino al Secchia, sul corso del quale era stato costruito un ponte romano, ad opera degli imperatori Gallieno e Valeriano. Il ponte venne piu' volte divelto: ne sono rimaste tracce nei basamenti dei

piloni sul greto del fiume (a circa 100 metri dal ponte attuale verso nord), e di esso esiste anche una lapide che ne ricorda la distruzione avvenuta ad opera di un incendio nel 257 ora custodita nel museo lapidario di Modena.Al tempo delle lotte tra Matilde ed Enrico IV, questi riuscì a conquistare Rubiera (affidandola al figlio Marchese Azzo D'Este); poi la contessa lo riebbe e lo sottopose alla custodia dei suoi capitani. Dal 1099 diventa nota la famiglia dei Da Herberia: alcuni suoi componenti sono presenti ad un "placito" di Matilde. Alla morte della contessa si ripresentarono, pretendendo la corte di Rubiera, i superiori del Monastero di S. Salvatore: il Papa Eugenio III risolvette risolse la questione concedendo ad essi la metà dei beni della corte medesima, affidando la parte restante al Vescovo di Reggio (1146). Verso il 1190 il Comune di Reggio innalzò a Rubiera un nuovo castello, che nel 1202 è posseduto da Pico Manfredi, il quale seppe ben difenderlo contro i modenesi in lotta con i reggiani a causa delle acque del Secchia. Attorno al castello il Comune di Reggio volle ben presto innalzare mura e insediarvi i primi borghi di case. Nel 1284 il forte è tenuto dalla famiglia dei Boiardi (discendenti dei signori Bianchi della Lunigiana). Nel 1290 il castello di Rubiera è posseduto da Obizzo D'Este e nel 1315 dal Comune di Reggio. Nel 1326 venne poi occupato dal Legato Apostolico e nel 1329 fu conquistato dai rappresentanti imperiali di Parma e Reggio, che imprigionarono nel castello il comandante del presidio Gherardo Boiardi. Costoro riebbero Rubiera col passaggio di Reggio alla signoria dei Gonzaga (1345) e lo seppero ben difendere contro i modenesi nel 1345. Quando i Boiardi si affidarono ai Visconti (1354), accolsero nel castello di Rubiera un loro presidio, che in seguito cacciarono (1362) per accogliere i rappresentanti della Chiesa e degli estensi. In seguito a tali mutamenti i Boiardi ottennero autorità su tutto il territorio rubierese, partecipando alla guerra contro i Visconti ed Ottobono terzi, che venne ucciso con inganno presso Pontalto, nelle campagne al di sopra di Rubiera (sud) verso Bagno dove vi era un ponte avente lo stesso toponimo di quello di Rubiera. Il pontalto attraversava la Via Emilia molto probabilmente in corrispondenza del cavo Tassarola, fosso che raccoglieva tutte le acque delle campagne poste a sud della Via Emilia. Nel 1423 i Boiardi permutarono Rubiera con Scandiano; allora Rubiera divenne un fondo della famiglia Estense, soggetto direttamente al Duca ed alla comunità di Ferrara. Nel 1512 furono i Papi a conquistare Rubiera, che venne affidata ad Alberto Pio di Carpi. Gli Estensi riuscirono a riavere Rubiera nel 1523: allora munirono il castello con tante difese da renderlo una delle fortezze piu' sicure del Ducato. L'ultimo episodio della guerra della rocca si ebbe nel 1706 quando, durante la guerra di successione di Spagna, i tedeschi obbligarono alla resa il corpo dei francesi che, padroni di Modena, difendevano Rubiera. La fortezza, durante l'occupazione estense, fu adibita a prigione di stato per quanti fossero accusati o sospettati di delitto di lesa maestà. Vi languì anche il patriota Don Giuseppe Andreoli che, condannato a morte, salì il patibolo avanti alla rocca il 17 ottobre 1822. La rocca di Rubiera era un massiccio edificio, munito di quattro torrioni, che s'imponeva con i suoi spalti e le sue mura all'ingresso del paese, sulla Via Emilia. Era circondata da profondi fossati, le cui acque provenivano dal Tresinaro per mezzo di un canale chiamato della cerca; nel lato est era il ponte levatoio di Carpi. La rocca fu' venduta all'asta nel 1873 e successivamente divisa in due lotti, di cui divenne proprietà del Municipio ed uno di privati. Per ragioni di viabilità, nel primo quarto del secolo la rocca fu' privata della parte mediana. In questi ultimi tempi anche le strutture laterali comprendenti i torrioni sono state in gran parte ridotte ad abitazioni private ed uffici. Dell'antico aspetto della rocca ben poco è riconoscibile. Anche la parte storica, come le carceri dove languirono Don Andreoli ed altri patrioti, è stata sacrificata ad esigenze moderne.

Altitudine

Abitanti

Telefono

Cap

Email

Tipologia

53

11998

0522/622211

42048

sindaco@comune.rubiera.re.it

Città d'Arte

 

Frazioni e Località: Fontana, San Faustino, Sant'Agata.


Manifestazioni e spettacoli 

Sagra di San Biagio - 3 febbraio

 

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