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Il territorio reggiano, ricco di acque e di depositi alluvionali, si caratterizza per una presenza umana assai remota. Nelle conoidi fluviali sono stati rinvenuti manufatti risalenti al Pleistocene medio e alla penultima glaciazione; numerose sono anche le tracce di gruppi praticanti la caccia e il nomadismo pastorale nel Mesolitico. Dal Neolitico all'età del Bronzo, le popolazioni hanno insediamenti stabili, producono manufatti ed esercitano una cultura spirituale, i cui resti emergono in tutto il territorio della provincia. Al "vuoto 

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Isolato San Rocco

archeologico" che va dal IX secolo a.c. alla fine del VII subentrano le fondazioni etrusche. Gli etruschi erano certamente insediati sul Secchia, a valle di Rubiera, come testimoniano i cippi conservati presso i Musei Civici di Reggio. Celti e liguri compaiono nelle terre reggiane dalla fine del V secolo; la loro presenza è segnalata da una serie di bronzi di notevole interesse insieme ai corredi delle tombe a cassetta. Nel 193 a.C. si colloca tradizionalmente l'avvio della colonizzazione romana,

 cui consegue la centuriazione di vasti territori dalla pianura. Al completamento della Via Emilia, tra il 187 e il 175 a.C., Reggio si conforma come "castrum" con il nucleo centrale impostato a scacchiera. Il periodo romano è largamente documentato in terra reggiana dai tappeti musivi urbani, dal notevole lapidario tombale e dai monumenti funebri rinvenuti nei dintorni della città, a Brescello, a Correggio e sull'asse della Via Emilia. Importante il centro fluviale di Brescello, sul Po, dove nel 69 d.C. viene a morire lo sconfitto imperatore Ottone. Assai tenui sono le tracce artigianali dei longobardi, che lasciano invece radici profonde nelle decorazioni litiche popolari dell'Appennino, fondano Guastalla e altri centri, oltrechè pievi e corti.

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