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Dalle
nebbie e dalle nubi tanto frequenti portate dalla palude, è
probabile che abbia avuto origine lo stesso nome del paese
chiamato Nubilaria, Nuvelaria prima ancora di assumere quello
attuale di Novellara. Nel 1100 un signore Longobardo, Gherardaccio
Malapresa, trasformò il villaggio in castello facendo costruire,
nel punto più alto, una forte torre a difesa della zona. Circa
200 anni dopo era signore di Reggio Feltrino Gonzaga della celebre
famiglia Gonzaga di Mantova. Sotto la minaccia delle armi del
marchese Nicolò d'Este, dei Manfredi e del Conte Lucio di Lando,
Feltrino fu costretto a vendere a |

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Bernabò
Visconti la città tenendo, per la propria famiglia, Bagnolo e
Novellara. Fu così creato un minuscolo stato, che eretto, in
contea, fu saggiamente governato dalla famiglia dei conti Gonzaga
sino al 1728, data della morte dell'ultimo conte Filippo Alfonso.
I primi tempi della signoria non furono certamente tranquilli
perchè un odio mortale separava i Gonzaga di Novellara dai loro
cugini di Mantova. Per avere un potente rifugio contro i loro
nemici, i Gonzaga provvidero con Guido, ad iniziare la costruzione
della Rocca. Quest'ultimo predispose anche il disegno per la
costruzione del nuovo borgo a ponente della Rocca a linee rette e
con architettura a porticato con forma ammirevole caratteristica
di Novellara. Furono iniziati lavori di bonifica che gradatamente
allontanarono il flagello delle acque stagnanti e pestifere,
costruite nuove strade, belle chiese, sontuosi villini di campagna
e create insomma quelle condizioni di vita che contribuirono a
richiamare nuovi abitanti incoraggiati anche da quella che, a quei
tempi poteva considerarsi una buona e saggia amministrazione. Dopo
la morte dell'ultimo Gonzaga di Novellara, Filippo Alfonso, il
feudo venne incamerato e poi concesso con investitura imperiale al
duca di Modena. Novellara conserva non pochi ricordi del suo
passato. Purtroppo molti edifici, conventi, chiese ecc. sono stati
manomessi, ma non è difficile trovare nelle vecchie strade con i
portici bassi e silenziosi i segni dell'antica dignità. La chiesa
collegiata di S.Stefano è opera architettonica pregevole di Lelio
Orsi; la Rocca conserva ancora, nelle mura, nei torrioni angolari
con camini di ronda e piombaiole, strutture medioevali e
rinascimentali. Di rara bellezza è una raccolta di vasi
farmaceutici in ceramica, resti dell'antica farmacia dei Gesuiti.
Un interesse eccezionale ha l'archivio dei Gonzaga e da non
dimenticare di visitare, all'intero della Rocca quando sarà
ultimato il restauro, il Museo Gonzaga. |