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I primi insediamenti
che diedero vita all'abitato furono, oltre alle popolazioni
autoctone, etrusco-celtico prima, romano-bizantino poi, ed
infine longobardo e franco. La "Massa" era un
territorio meta di conquiste, poiché situato sul Po di Volano,
in un'isola soprelevata rispetto alle campagne circostanti,
invase dalle acque paludose, da valli e da boschi, creatisi in
seguito all'inalvearsi del Po ed all'arretramento della costa
adriatica. Per questo fu definita "massa di beni", che
era preda di conquista da parte di qualsiasi popolo di
passaggio. Probabilmente, in seguito a confische, la Massa
divenne "ager publicus" in età romana, quindi
del fisco, per
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essere
assegnata ai militari in congedo: fu chiamata allora Massa
Fiscaglia e restò tale anche sotto l'esarcato bizantino, sotto i
governi longobardo e franco, finché fu donata alla Chiesa. Va
riportata anche l'altra ipotesi di derivazione del toponimo, benchè
sia poco fondata, ovvero Massa Fiscaglia da "Finis Gallia",
cioè dove termina il territorio dei Galli. Stando a quanto si
legge nella bolla Papale del 997, si evince che il paese era già
provvisto di rappresentanti laici. Con la venuta degli Estensi il
territorio venne confiscato e bonificato ma, in seguito alle
richieste del popolo, fu restituito e riconosciuto alla
popolazione locale. Massa Fiscaglia, situata nella zona orientale
del ducato Estense, avendo come confini naturali a nord il Po di
Volano e ad est la via Popilia, era fortemente pressata dal
controllo Estense e numerosi furono i conflitti per mantenerne
l'autonomia. Il periodo successivo agli Estensi fu colpito da
epidemie, dovute alle caratteristiche del luogo, fino a quando, in
età moderna, si è provveduto alla completa bonificazione dei
terreni paludosi. La bonifica meccanica di 4.300 ettari, ovvero le
valli Volta, Gallare, Provane e Marozze portò a violenti scontri
sociali e scioperi da parte dei lavoratori di valle che furono
precettati a badilanti e carriolanti. Uno dei prodotti delle
bonifiche è Corte Bastioni, posto sulla strada per Lagosanto, che
ora è costituito da un gruppo di case abitate, ma che in passato
raccoglieva un Bastione, rifugio di personaggi storici, quali
l'Esarca Paolo, cacciato da Ravenna e Francesco D'Este in lotta
con Salinguerra III. |