Durante
la guerra contro i Visconti Guiglia, nel 1354, si diede
liberamente in potere dei signori di Milano. Dopo essersi
sottomessi nuovamente agli Estensi, i signori di Guiglia nel
1362 iniziarono la costruzione di un nuovo castello, durata
circa quarant'anni. In seguito si succedettero vari
feudatari.La podesteria di Guiglia, elevata al rango di
marchesato, comprendeva i territori di Marano, Rocchetta,
Pieve di Trebbio, Rocca Malatina, Castellino delle
Formiche,
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Gainazzo,
Samone e Missano. Nel 1630 il duca Francesco I d'Este infeudò
Guiglia al marchese Francesco Montecuccoli che trasformò la rocca
in sontuoso palazzo signorile ed iniziò lacostruzione di un
convento per gli Scolopi, dotandolo di ricchi possedimenti, con
l'onere di educare la gioventù. La famiglia dei Montecuccoli (poi
Montecuccoli Laderchi) conservò il dominio di Guiglia fino alla
fine del secolo XVIII, quando fu abolito il sistema feudale.In
epoca napoleonica Guiglia fu aggregata al dipartimento del Reno,
divenendo sede di una Pretoria cui erano soggette le Comunità del
Reno e del Panaro. A seguito della restaurazione, il duca
Francesco IV, nel 1815, pose Guiglia a capo di un vasto territorio
che, oltre alle odierne frazioni comprendeva anche Missano,
Montalbano, Montecorone, Montombraro e Ciano, oggi territorio del
comune di Zocca.Nella seconda metà dell'ottocento, con la morte
di Raimondo, ultimo discendente dei Montecuccoli Laderchi di
Guiglia, furono chiamati alla successione i Montecuccoli del ramo
di Vienna, che in pochi anni sperperarono e dispersero il
consistente asse ereditario degli antichi feudatari.Il castello,
con le sue pertinenze, compreso l'Oratorio della Madonnina (tomba
di famiglia dei Montecuccoli Laderchi), nell'agosto del 1897 fu
messo all'asta dall'esattore comunale perchè gli eredi non
pagavano le tasse. La rocca, dopo alterne vicende, è ora di
proprietà comunale. |