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IL comune di Castelvetro Di Modena in provincia di Modena.

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Castelvetro si trova a Sud di Modena alla distanza di 18 km e all’altezza di 150 m, adagiato su queste dolci colline e con un paesaggio esteticamente meraviglioso e suggestivo. Tutta la fascia pedemontana e quindi anche Castelvetro, era abitata sin dal paleolitico, come risulta dai diversi reperti storico-archeologici ritrovati e di notevole interesse.  Basti pensare che in tutta l'Italia settentrionale, sono state ritrovate non più di una decina di AMIGDALOIDI. A Castelvetro ne 

furono scoperte ben due, rispettivamente alle MISIANE e ai confini col territorio di Spilamberto (COLECCHIO).   L'amigdaloide è ottenuta da un ciotolo di diaspro ; l’uomo la lavorò con caratteri piuttosto rozzi; tuttavia era uno strumento mirabile :con impugnatura che si adatta, anatomicamente, molto bene alla mano e utilizzata come strumento di difesa e di offesa. Era appuntita.  In seguito, in età medioevale, nell’anno 988 in un documento conservato nell’Archivio benedettino di S.Pietro a Modena, Castelvetro viene denominato “CASTROVETERE”  “actum prope Castrovetere in Oratorio Sanctae Mariae”. Solo più tardi, verso il 1500, Castrovetere viene citato con l’attuale toponimo CASTELVETRO, attraversato, “nella valle” dal torrente “GHERLO”, chiamato poi GUERRO. Ritornando dal 988 in avanti, vediamo che i secoli burrascosi e guerreschi medioevali, costrinsero le popolazioni a costruire opere fortilizie seguendo la “fortificatio” del Castrum Romano. Nel secolo XI passa ai Benedettini residenti a NONANTOLA; però l’abate RODOLFO diede investitura a Titolo di enfiteusi al Marchese BONIFACIO di Toscana. Nel 1052 Bonifacio venne ucciso e la celebre sua figlia Contessa MATILDE DI CANOSSA ereditò il feudo di Castelvetro .  Dopo la morte di MATILDE (1115) gli Abati di Nonantola accordarono l’investitura di Castelvetro a due illustre famiglie e cioè quella dei BECCAFAVA e quella dei MANFREDI. Pochi anni dopo, Castelvetro fu poi annesso al Comune di MODENA e quando si accese la guerra tra Guelfi e Ghibellini, Castelvetro, come d’altronde Modena, era di tendenza Ghibellina, favorevoli cioè all’imperatore germanico. Sempre nel contesto tra Guelfi (favorevoli al Papa) e Ghibellini, avvenne che il PAPA GIOVANNI XXII, alleato dei Guelfi, spinse le sue soldatesche prima contro Modena, poi, sotto il comando di VERSUZIO LANDO, pose l’assedio a Castelvetro. Nel 1326 il Castello fu espugnato e distrutto. Il Pontefice poi, nel 1330 a nome della Chiesa, a titolo di feudo, concedette Castelvetro a JACOPINO RANGONE, uno dei costanti seguaci del Partito pontificio e poi in seguito sempre alla stessa famiglia dei RANGONI. Nel 1501, 5 Giugno, ci fu un tremendo terremoto. “Nel contado poi della città, alcuni castelli patirono assai, tra i quali Sassuolo e Castrovetere, che ebbero rovine notabili, et spetialmente Castrovetere, che oggidì è dell’Ill.mo Conte Fulvio Rangone” (vedi “Liber memorialis Familiae Rangoniae”  N. Rota, op. cit.). I Rangoni si misero subito al lavoro per ricostruire il Castello, tanto che già nel 1564 presso l’attuale corte in Castello, soggiornò lo stesso TORQUATO TASSO (vedi lapide) e anche CARLO SIGONIO. 

Altitudine

Abitanti

Telefono

Cap

Email

Tipologia

150

9568

0536/68803

41014

atti.segreteria.generale@comune.castelvetro-di-modena.mo.it

Collinare

 

Frazioni e Località:  Cà di Sola, Cà Montanari, Levizzano, Madonna di Puianello, Sant'Eusebio, Solignano Nuovo.

 

Manifestazioni e spettacoli 

 

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