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comune di Castellarano in provincia di Reggio Emilia.
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Le
prime tracce di una presenza umana nel Castellaranese, datano al
mesolitico (XI - VIII millennio), soprattutto nelle zone di
Campiano e Gambarata (Silici, resti di bivacchi, etc.). Varie sono
le tracce delle epoche seguenti ma, una particolare attenzione
meritano i resti relativi all'età del bronzo. Nel territorio
Castellaranese hanno lasciato tracce due insediamento riferibili
alla cultura delle terramare, anche se la posizione geografica di
questi siti risulta anomala, in quanto essi si trovano
generalmente in pianura; ritrovamento sono stati fatti a Roteglia,
relativi a un piccolo insediamento con evidenti funzioni di
controllo, che sorgeva nell'area dell'antico castello e si
sviluppava forse su due livelli, altri ritrovamenti, più estesi e
di maggiore importanza, a Castellarano, nell'area occupata
dall'antico centro sulla collina di arenaria rialzata sul Secchia.
Testimonianze molto consistenti
di una duratura presenza etrusca, sono state rinvenute nel Centro
Storico di Castellarano, sopra i resti terramaricoli: si tratta di
muri di ciottoli a secco orientati secondo i punti cardinali,
pezzi i vasi e il piede di una ciotola col possessivo etrusco
Venarnès graffito sul fondo. Molti altri elementi romani sono
stati trovati su tutto il territorio Castellaranese che, come
dimostrano numerosi toponimi, era area di colonizzazione romana
con la presenza di Fundi e Villae. Da questi derivano i toponimi
Campiano da Campilianus fundus cioè (Fondo di proprietà di
Campilio), Lorano da Loranus fundus, Nirani da Nirani ager (Campo
della famiglia Niri), Tressano nella più corretta dizione
dialettale di Terzano, a Tertianus fundus (fondo di Terzo) e
Roteglia da una Possessio Rutiliana ovvero proprietà della
famiglia Rutilia (anche se alcuni ipotizzano la derivazione dal
tardo latino Ervilia che significherebbe piselli o fave!). Il
territorio era perciò organizzato per lo sfruttamento agricolo;
la provincia tra Reggio e Modena era allora conosciuta per la
produzione di uva Prusinia, mentre Plinio e Columella segnalano la
locale produzione di oggetti di creta. Anche la costruzione del
Canale di Reggio pare sia da attribuirsi all'evo Romano.Il nome
Castellarano, infatti, è di probabile origine latina e verrebbe
da Castrum Arii o Darii cioè Castello, terra fortificata di Ario
o Dario; alcuni però lo farebbero derivare da Castrum olerianum
(castello degli ulivi) o da Castrum Arianum (Castello degli
Ariani) in riferimento a una possibile colonia di Longobardi
Ariani qui stanziatasi in epoca post-romana. Infatti, dopo la caduta dell'Impero
Romano, intorno alla seconda metà del VI secolo, Castellarano fu
occupata dai Longobardi che qui posero un presidio militare, anche
per la vicinanza, in area appenninica, delle truppe bizantine loro
avversarie. Tale importante stanziamento è ampiamente documentato
da numerosissimi ritrovamenti archeologici ed ampie necropoli con
tombe perlo più appartenenti a guerrieri, con corredi funebri
costituiti da armi, oggi conservati nei musei di Reggio Emilia.
Un'importante testimonianza relativa alla fine della loro
dominazione, viene dai capitelli conservati nei resti della cripta
della chiesa Parrocchiale. Molto numerosi anche i toponimi |
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riferibili alla dominazione Longobarda, ad esempio Farandello dal
longobardo Faran indicante che quell'area è proprietà del nucleo
famigliare là insediato, I Guati da Guaita posto di guardia, La
Brada da Braida campo della comunità e forse Gambarata dal nome
di una mitica regina Longobarda: Gambara. Ma un'altra importante
testimonianza viene da S.Michele, che fece parte del territorio
Castellaranese fino al 1815, la dedicazione a tale Santo, infatti,
è un chiaro segno della dominazione Longobarda poiché il culto
per l'arcangelo guerriero era diffusissimo presso i popoli
germanici che riempirono l'Europa di santuari a lui dedicati,
soprattutto collocati sulle alture. Del
periodo Canossano-Matildico (X-Xll sec.), rimangono scarse tracce.
Si sa che |

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la Contessa Matilde possedeva in Castellarano una casa e
una cappella che donò al Monastero di Polirone (S.Benedetto Po);
nel 1106 la Contessa tenne un placito presso la chiesa di S.Maria,
essa affidò il governo di Castellarano ad una famiglia di nobili
locali ed in particolare al Miles Raniero da Castellarano. Ma tale
famiglia non ebbe lunga vita e nel 1187, epoca comunale,
Castellarano giurò fedeltà a Reggio Emilia. La città, infatti,
teneva molto al piccolo centro poiché qui si trovava l'imbocco
dell'importantissimo Canale di Reggio che prelevava acqua dal
Secchia per alimentare fogne, attività produttive e mulini in
città. Nel 1185 Castellarano fu visitata dal Barbarossa. Durante
le lotte tra guelfi e ghibellini, Castellarano fu sede di guelfi
agguerritissimi, per questo la rocca fu assediata e distrutta. Nel
1319 la bellicosa famiglia dei Da Roteglia, occupò Castellarano e
tra alterne vicende si legò alla storia del paese fino al 1419
anno in cui Castellarano fu definitivamente occupata dalle truppe
Estensi. Nel 1432 si ebbe il primo feudatario: Jacopo Giglioli ma
costui cadde in disgrazia quasi subito e si uccise in carcere a
Ferrara. Fu solo nel 1453 che il Duca Borso d'Este infeudò il
conte Lorenzo Strozzi fratello del famoso poeta Tito Vespasiano
(vedi stemmi in pietra sui muri della rocchetta). Nel
1501, il Duca Ercole 1°', dà in feudo Castellarano con S.
Martino in Rio e Campogalliano a suo fratello Sigismondo, che
diviene perciò il primo feudatario del ramo cadetto estense degli
Este-S.Martino. Questa famiglia terrà Castellarano fino al 1732,
anno in cui si estinse. Degni di menzione sono alcuni di questi
Signori di Castellarano: il già citato Sigismondo I, personaggio
di grande valore, ebbe molti incarichi da parte del fratello
Ercole I, Duca di Ferrara e fece costruire per lui, a Ferrara, il
Palazzo dei Diamanti (il diamante era infatti il simbolo di
Ercole). Sigismondo II, signore di Castellarano dal 1512 al 1560,
abile politico, fu molto caro ad Emanuele Filiberto di Savoia e
all'Imperatore Carlo V di Spagna, scelse Castellarano quale luogo
per la sua sepoltura. Filippo, suo figlio, fu signore di
Castellarano dal 1560 al 1592, fu ritenuto il più probabile
successore di Alfonso Il d'Este, ultimo Duca di Ferrara che non
generò eredi, ma gli venne in fine preferito Cesare d'Este-Montecchio,
appartenente ad una linea "bastarda", per cause non
ancora chiarite. Carlo Filiberto I (1592-1652) ebbe vari incarichi
dai Savoia, fu Cavaliere della SS.Annunziata e Cavaliere del Toson
d'Oro nel 1618 fece pubblicare le Constitutioni di S.Martino in
Rio, Castellarano e Campogalliano che riformarono gli antichi
Statuti quattrocenteschi, con un generale inasprimento delle pene.
E' durante il governo di questo Marchese di S.Martino, che
Sassuolo si stacca dalla chiesa Plebana di Castellarano nonostante
l'interessamento del Castellaranese Cardinal Toschi. Da ultimo
ricordiamo Carlo Filiberto 11, (1732-1752), ultimo del ramo
Este-S. Martino. Durante il suo governo si ebbero trasformazioni
alla rocca e la costruzione del famoso acquedotto, spesso
definito, a sproposito, Romano. Il
Duca di Modena affidò poi il feudo al Bresciano, Conte Gaudenzio
Vallotta (1726-1795), che dovette abbattere buona parte del
palazzo fatto costruire dal suo predecessore. Dopo la soppressione
dei feudi da parte dei Francesi Napoleonici, il palazzo fu venduto
al Sig. Canevazzi e passò poi alla Famiglia Casali. Castellarano
subì gravi danni dall'incendio del 20 Luglio 1944, appiccato al
paese, per ritorsione, delle truppe Tedesche: bruciarono molti
edifici del centro storico tra cui il palazzo, che fu ricostruito
nel 1974. |
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Altitudine |
Abitanti |
Telefono |
Cap |
Email |
Tipologia |
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149 |
12196 |
0536/850114 |
42014 |
agostino.toni@comune.castellarano.re.it |
Città
d'Arte |
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Frazioni
e Località: Cadiroggio,
Roteglia, San Valentino, Tressano.
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Manifestazioni
e spettacoli |
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Sagra
dell'Uva - Terza domenica di Settembre
Festa di Maria Assunta 15 Agosto
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