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L'origine del nome
dovrebbe derivare dalla voce "Casaliculum", cioè
piccolo agglomerato di case, mentre "Reno" dovrebbe
derivare dal significato che ha la parola, derivata dal tedesco,
e cioè "corso d'acqua", il nome che ha poi avuto il
fiume che attraversa il paese. L'origine del paese dovrebbe
essere molto antica, anche tenendo conto che in località
Tizzano sono stati trovati reperti archeologici appartenenti al
paleolitico, cioè a diecimila anni prima di Cristo, oltre a
resti della civiltà Villanoviana e cioè di 800-850 anni prima
di
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Cristo
e resti di una città etrusca ed altri reperti nel corso di scavi
nella zona del cimitero. Una delle prime citazioni di Casalecchio
di Reno si ha nel 535 quando si parla di un Monastero di San
Martino mentre successivamente, nel Mille, si citano la Chiusa, un
vero capolavoro di ingegneria idraulica ancor oggi esistente, il
canale che porta le acque del Reno verso Bologna, il ponte sul
Reno. Fra gli avvenimenti storici merita di essere citato quello
che ebbe per protagonista Rinaldo Buonacossa detto Passerino,
signore di Modena e Mantova. Questi, dopo la battaglia di
Zappolino, nel 1325, dopo aver disperso l'esercito bolognese e
distrutto interamente l'abitato di Crespellano, un centro poco
distante, rovinò il ponte sul Reno e la chiusa di Casalecchio per
togliere l'acqua a Bologna, fece prigioniere molte persone che poi
in città vendette "a guisa di animali". Nel 1359, il
signore di Milano Bernabò Visconti costruì in località Croce,
sul confine con Bologna, la "bastia" estrema difesa dei
bolognesi, che più volte subì distruzioni e fu sempre
ricostruita arricchendosi di nuove fortificazioni. A Casalecchio
di Reno ebbe luogo, poi, nel 1402, la battaglia che vide opposto
l'esercito bolognese a Galeazzo Visconti duca di Milano che aveva
stretto alleanza con i Malatesta di Rimini ed i Gonzaga di Mantova
e che aveva assoldato 400 fuoriusciti bolognesi. La storia più
recente vede Casalecchio di Reno martoriata dall'ultima guerra.
Distrutto al 75% il paese è risorto completamente assumendo un
ruolo economico di primo piano nella provincia di Bologna.
Industria, artigianato e commercio sono molto sviluppati e la
cittadinanza si dimostra molto laboriosa. Non sono state
dimenticate, comunque, le gravi ferite provocate dalla guerra: è
sempre vivo l'esempio dei martiri che hanno dato la loro vita per
la libertà, come i tredici partigiani fatti prigionieri dai
tedeschi nella battaglia di Rasiglio e fucilati il 10 ottobre 1944
al Cavalcavia di Casalecchio di Reno.
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